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Madre natura

Pausa pranzo. Esco, corro, devo incontrare un'amica, una di quelle che vedi sempre troppo poco per il bene che le vuoi. Ma il tempo è quello che è, i nervi sono tesi e siamo tutt' e due stremate.
Andiamo a pranzo al solito ristorante, non perché in zona non ce ne siano altri, ma perché fanno i tonarelli cacio e pepe che ci piacciono tanto. Ci raccontiamo un mese di vita, di lavoro, di scontri, di valigie, di aerei e di treni, di stanchezze. Abbiamo la faccia tirata, e quella mezz'ora stiracchiata di pranzo è troppo breve per tutte le cose che dobbiamo dirci.
Al tavolo vicino al nostro c'è la moglie del proprietario del ristorante, la riconosciamo perché la riconoscerebbero in tanti. E' madre natura, quella della trasmissione di Bonolis, ciao Darwin. L'australiana con gli occhioni blu che scendeva le scale seminuda e trascorreva la puntata coperta a malapena da un globo terrestre di plastica.
E allora io e la mia amica, stanche e stremate, che ingoiamo l'ultimo boccone di pasta mentre chiediamo già il conto che è tardi, ci guardiamo e pensiamo che è stata proprio madre natura a decidere che lei sì e noi no.
Ché lei si goda il pranzo, l'attico in centro e i vestiti scollati mentre noi corriamo da un posto di lavoro (precario!) all'altro. E sapere che anche la sua bellezza è precaria, non ci ha fatto digerire meglio...

Pubblicato il 22/3/2006 alle 17.16 nella rubrica Diario.

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