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  amelie cronache da un mondo mai abbastanza favoloso
 
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Francesco De Gregori, 1982



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21 dicembre 2005

Alessandro

La prima volta che lo vidi era la sera della festa della donna. Vivevo a  Torino da poco e avevo amici solo all’università. Furono loro ad invitarmi ad una festa in discoteca, in un locale scavato sotto il parco del Valentino.
Non mi ricordo un granché di quella serata, tranne che io e una mia amica restammo folgorate da lui.
Alessandro non era tra i giovani che improvvisavano spogliarelli e che mostravano muscoli e culo, Alessandro presentava la serata, vestito e calzato. A guardarlo bene non era bello, ma aveva qualcosa, nei suoi modi e nel suo sorriso, che ricordava un giovane Fiorello.
La settimana dopo fummo coinvolte nel compleanno di uno dei suoi migliori amici e la mia amica (appena sfidanzata) rivendicò il diritto di abbordarlo per prima, dato che io una storiella del momento ce l’avevo già. Acconsentii.
Era lunedì sera, arrivai all’appuntamento  in ritardo e lo vidi già da lontano seduto sulle scale dell’università. Aveva una felpa blu e uno zaino in spalla. Si sedette per puro caso davanti a me al ristorante, nonostante avessimo tenuto il posto accanto alla mia amica, e cominciammo a parlare di viaggi. Ero da poco tornata da Londra, e avevo un sacco di cose da dirgli. Lui stava partendo per Barcellona, dove io ero già stata, e lo riempii di ricordi, anche in quel caso.
La mia amica e la mia storia del momento mi odiavano. Uno seduto alla mia destra, l’altra un po’ più distante, a sinistra. Continuavo a parlare, ipnotizzata, e lui con me.
Per i due giorni successivi né la mia amica, né la mia storia del momento mi parlarono. Attendevamo tutti il mercoledì, il giorno della verità. C’era una festa e lui lì avrebbe deciso se me o lei, e io avrei deciso se lui o l’altro e la mia amica stava a guardare. Lei si presentò bella come non mai, con la schiena nuda e i capelli raccolti. Io in ritardo, con i jeans strappati e una maglietta da suora.
Lui non la degnò di uno sguardo e parlò tutta la sera con me. Lei mi offrì da bere e mi disse che aveva capito che non c’era niente da fare. Io tradii la mia storia del momento la sera del suo compleanno. Perché Alessandro mi invitò a ballare, mi strinse forte in vita e mi baciò. Avevo diciotto anni e l’avrei sposato il giorno dopo.
Fummo una coppia per poco tempo, perché lui decise di rimettersi con la sua ex. Lì cominciò la mia odissea ai suoi piedi, a livelli di zerbinismo che persino i suoi amici mi imploravano di smettere!
Organizzava una festa al mese, nella discoteca sotto il parco, e io c’ero. Giocava a basket in qualche paesino sperduto del Piemonte, e io c’ero. Andava a trovare qualche amico comune, e io arrivavo. Ero insopportabile. Vinsi una borsa di studio e andai all’estero quattro mesi: prenotai il volo di ritorno per il giorno della festa di  natale e ci andai. Mi voleva bene, gli piacevo, ma non voleva una storia seria. E io non volevo solo andarci a letto. Gli strappavo dei gran sorrisi, per il mio ironico modo di corteggiarlo, ma lui sgusciava come un’anguilla. Passavano i mesi, si cresceva, lui rimase anche scottato da una tipa che si vendicò di me a sua insaputa, ma a me non passava.
Mi fidanzai con uno dei suoi amici, una delle storie più belle che ho avuto. Alessandro non lo vidi per un anno e mezzo, nel frattempo mi trasferii anche di città.
Poi un giorno, per mano al suo amico, mio allora fidanzato, passeggiavo sotto i portici di via Roma, a Torino. Lo vide prima il mio accompagnatore, ma non mi disse niente. Voleva vedere come reagivo. E reagii malissimo.
Me lo trovai davanti, diventai di pietra, riuscii solo ad allargare le labbra in qualcosa che di certo non somigliava a un sorriso, e non risposi a nessuna delle sue domande. Ero pietrificata e mi venne la tachicardia. Quando si allontanò, il mio fidanzato rise di me. Poteva ridere o uccidermi in preda alla gelosia. Fui fortunata. Restammo insieme un altro anno e poi lo lasciai io. Ormai più di tre anni fa.
Alessandro, da quel giorno, non l’ho più visto.




permalink | inviato da il 21/12/2005 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

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