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  amelie cronache da un mondo mai abbastanza favoloso
 
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E un giorno, credi, questa guerra finirà,
ritornerà la pace e il burro abbonderà...


Francesco De Gregori, 1982



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22 novembre 2005

Home sweet home

Fatico a trovare parcheggio. Strisce gialle, un po' lontane: meglio che niente, penso, sarà una cosa breve. Spingo il pulsante triangolare delle quattro frecce, scendo. Era una settimana che me la immaginavo su quella planimetria. Metto il divano qui e la libreria di là. No, magari la libreria la ricompro, che quella di legno crudo dell'ikea che c'ho adesso è capace di cadere a pezzi se la smonto. Qui ci faccio una stanza per gli ospiti, o per il mio fratellino, qui una cabina armadio, qui spacco il muro e ci faccio un bel salone. E dalla porta del salone esco sul terrazzo e mi guardo la capitale, eh? Magari mentre faccio colazione col latte e i tarallucci.
Il palazzo è in una strada stretta e trafficata. Troppo per i miei gusti. Entro, facendo finta di non pensarci, tanto quando sono lassù con un libro e i biscotti del mulino bianco che me ne frega delle macchine laggiù in fondo a quel budello di cemento.
Davanti all'ascensore c'è l'agente immobiliare. Mi dice che stamattina sono già venute quasi 500 persone. Non ho speranze, penso, mentre salgo i cinque piani stretta tra altri quattro possibili acquirenti. 
Sul pianerottolo piastrellato grigio ci sono sei portoni, capisco che quello che m'interessa è l'ultimo in fondo a destra dalle persone che vanno e vengono agitate.
Entro e mi guardo intorno. Niente è come immaginavo. E' tutto più stretto, più buio. Niente cabina armadio, al massimo un armadietto a muro. Niente stanza degli ospiti, tutt'al più uno stenditoio. Niente salone doppio ma soprattutto niente terrazzo con vista sulla villa. Solo un misero balcone con cui parlare coi vicini di palazzo, lì di fronte. 
Non continuo, scendo sconsolata. Guardo le facce degli altri. Credo che si fossero semplicemente illusi di meno. Esco dal portone in basso, tra le macchine, senza salutare il portiere. Tanto non lo vedrò più. Sarà per la prossima, penso.

In verità, nemmeno quella che ho visto dopo mi ha convinto molto. Bisognerebbe averci i soldi, mi sono giustificata. O forse basterebbe sognare un po' di meno.  
 




permalink | inviato da il 22/11/2005 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

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