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  amelie cronache da un mondo mai abbastanza favoloso
 
Diario
 


E un giorno, credi, questa guerra finirà,
ritornerà la pace e il burro abbonderà...


Francesco De Gregori, 1982



Ricordi


Tutta la verità

Madre natura

Incontri

Una vittoria o una sconfitta?

Conflittuale

Abbasso Bridget Jones

Cambio il titolo. Come richiesto

Penelope, per gli amici

Oggi io resto

Alessandro

...red London

Home sweet home

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La scala della Scala

Fratelli

Interpretazioni

Maestri

Ho ceduto anch'io


5 giugno 2006

Congedo

Stamattina, facendo colazione da sola ad un autogrill sull'A1, ho pensato che c'erano di sicuro mille modi per vivere la vita più facilmente di come io ho scelto di fare. [Leggere bene: ho detto più facilmente, non migliore!]
Magari, ho pensato, prima o poi ne trovo uno...



Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere...

Francesco De Gregori, Cardiologia





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18 aprile 2006

Rientro con buone notizie

Al rientro dalle vacanze pasquali scopro una serie di buone nuove: intanto la temperatura romana si è alzata abbastanza da poter girare in motorino senza guanti. Poi pare che le elezioni, tra corsi e ricorsi, le abbiamo vinte davvero (e questa non so se è proprio una buona notizia...). Il sito di Libero è diventato tutto rosso per adeguarsi all'andamento politico. La mia dolce metà ha sistemato i balconi. Il 6 maggio sarà sabato e quindi, per mia fortuna, non dovrò assistere dalla finestra al sit-in che Adinolfi ha deciso di mettere in piedi per protestare contro chi non ha dato una poltrona facile ad uno che alle amministrative ha preso più o meno 27 voti. Ma, soprattutto, grazie al fatto che tra 9 giorni sarò disoccupata, ho scovato un nuovo lavoro: pare che in Inghilterra l'idolo delle teenagers sia una tale Kelly Brook, o qualcosa del genere, che non è l'ennesima anoressica, ma una ragazza formosa di 53 chili per taglia 44. Ecco, niente di più facile: mi trasferisco nella City e divento l'idolo delle ragazzine...




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12 aprile 2006

C'è chi

da www.beppegrillo.it

C'è chi si è sentito come dopo le Torri Gemelle.
C'è chi si è svegliato ogni mezz'ora per guardare i risultati.
C'è chi non voleva svegliarsi.
C'è chi non ci voleva credere.
C'è chi era giù come dopo le finali di coppa del mondo con il Brasile del 1994 e del 1970.
C'è chi ha preso il sonnifero per dormire.
C'è chi non si è più trattenuto e ha gridato forte, nella notte: "Forza Italia, quella vera!".
C'è chi ha guardato il suo bambino e ha pianto.
C'è chi si è vergognato di essere italiano.
C'è chi si è vergognato per gli italiani.
C'è chi ha deciso di iscriversi anche lui alla mafia.
C'è chi ha pensato ai brogli e poi è andato a letto.
C'è chi voleva spaccare tutto.
C'è chi aveva rinnovato il passaporto e le valigie pronte.
C'è chi era sicuro della Campania.
C'è chi ha pregato.
C'è chi ha sperato negli italiani all'estero.
C'è chi si è stancato di sperare.
C'è chi si è sentito spaccato in due, come l'Italia.
C'è chi si è sentito già in Argentina.
C'è chi ha creduto di non pagare più l'Ici e la tassa sui rifiuti.
C'è chi ha pensato: "Adesso basta lo dico io!".
C'è chi ha prenotato un volo low cost per un posto lontano.
C'è chi ha guardato da suo letto il soffitto e ha deciso di non mollare, mai.

[Stamattina il mio dentista mi ha detto che lui ha votato a destra sperando che vincesse la sinistra e che cambiasse qualcosa. Gli ho spiegato che è anche colpa sua se non potrà cambiare niente...]





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10 aprile 2006

Se

Se perdiamo almeno io sono già ubriaca.
Se perdiamo si sentirà doppiamente in colpa.
Se.




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9 aprile 2006

Election day

Quando ero bambina mio padre mi prendeva in braccio e mi faceva imbucare le sue schede elettorali, privandosi di quell'emozione per me. Oggi, mentre inserivo le mie nello scatolone, ero emozionata come allora, quando stavo tra le braccia di un uomo di cui vado fierissima



Io ho votato qui. Ma giuro che non sono una di quelle due!!




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3 aprile 2006

Sex&theCity

L'uomo ha scoperto il fuoco.
La donna ha imparato a giocarci...




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22 marzo 2006

Madre natura

Pausa pranzo. Esco, corro, devo incontrare un'amica, una di quelle che vedi sempre troppo poco per il bene che le vuoi. Ma il tempo è quello che è, i nervi sono tesi e siamo tutt' e due stremate.
Andiamo a pranzo al solito ristorante, non perché in zona non ce ne siano altri, ma perché fanno i tonarelli cacio e pepe che ci piacciono tanto. Ci raccontiamo un mese di vita, di lavoro, di scontri, di valigie, di aerei e di treni, di stanchezze. Abbiamo la faccia tirata, e quella mezz'ora stiracchiata di pranzo è troppo breve per tutte le cose che dobbiamo dirci.
Al tavolo vicino al nostro c'è la moglie del proprietario del ristorante, la riconosciamo perché la riconoscerebbero in tanti. E' madre natura, quella della trasmissione di Bonolis, ciao Darwin. L'australiana con gli occhioni blu che scendeva le scale seminuda e trascorreva la puntata coperta a malapena da un globo terrestre di plastica.
E allora io e la mia amica, stanche e stremate, che ingoiamo l'ultimo boccone di pasta mentre chiediamo già il conto che è tardi, ci guardiamo e pensiamo che è stata proprio madre natura a decidere che lei sì e noi no.
Ché lei si goda il pranzo, l'attico in centro e i vestiti scollati mentre noi corriamo da un posto di lavoro (precario!) all'altro. E sapere che anche la sua bellezza è precaria, non ci ha fatto digerire meglio...




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21 marzo 2006

Intellighenzie

Dicono che questo è un test d'intelligenza. Io odio i test d'intelligenza, il Q.I. e tutte quelle robe lì. Ma questo è uno spasso, eppoi sono arrivata a 20, quindi sono  "decisamente intelligente".
Che scoperta, tanto lo sapevo già.....




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17 marzo 2006

Somiglianze




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16 marzo 2006

Tu voi fa' l'americano...

L'ennesimo dcumento strategico della Casa Bianca sulla sicurezza nazionale annuncia che l'Iran è in questo momento il paese più pericoloso per la sicurezza degli Stati Uniti e "non escludiamo l'uso della forza prima che un attacco del nemico possa avvenire, anche se ci fosse incertezza sulla data e sul luogo dell'attacco stesso".
Insomma, noi quando ci saremo armati fino ai denti faremo la guerra e voi non vi azzardate a chiedere spiegazioni di sorta.
Sull'onda del "siamo tutti americani" quella che gli Usa tentano di esportare non è democrazia, ma sottomissione. Perché se tutti i paesi del mondo vivessero come gli americani, le riserve di energia sulla terra si esaurirebbero in meno di un secolo, il petrolio addirittura tra 18 anni. E allora no, non facciamo diventare tutti americani, andiamo da loro, gli raccontiamo qualche favola, eppoi portiamo a casa tutte le risorse energetiche possibili che facciano sopravvivere la nostra razza che si ammazza di hamburgher e patatine, ma gli altri no, gli altri devono vivere anche senz'acqua. Il quarto forum mondiale sull'emergenza idrica sostiene che nel mondo ancora un miliardo di persone soffre la sete e che lo scarico di una toilette occidentale usa tanta acqua quanta ne serve ad una persona nei paesi poveri per le esigenze di un giorno intero.
E allora, mettiamoci l'anima in pace, perché gli americani, dopo aver perso una guerra, ne faranno un'altra serie, senza un plausibile motivo. Ma il motivo c'è eccome, e non è democratico: la loro sopravvivenza.




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15 marzo 2006

La linea della vita

...e tu dici: La vita! La vita...
questa scatola vuota
quest'anima nuda
questa retta finita
quest'acqua che corre veloce in salita
quest'anima forte e ferita, che dice:
Guardami! dice: Perché non parli?
dice: Fermati prima che sia troppo tardi...
Guardami! Perché non parli?
E sbrigati prima che sia troppo tardi!

                            Francesco De Gregori




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13 marzo 2006

Lettera aperta

Caro Valerio, (Mastrandrea, n.d.a.)
perché invece di andare tutte le domeniche sere a parlare con la Dandini, ogni tanto non vieni a parlare con me?!?




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8 marzo 2006

Mimose? Sì, grazie

Sono una donna in controtendenza. Condivido le idee del femminismo ma amo la festa della donna. E soprattutto, amo la mimosa.
Quando avevo otto anni, piantai un piccolissimo alberello di mimosa, era più piccolo di me, nel mio giardino. Qualcuno l'aveva regalato a mia madre, per la festa della donna.
Quell'alberello è cresciuto tanto, ma tanto, che dopo 10 anni poteva fare ombra ad una tavolata di quindici persone. Era così grande che dalla finestra della mia camera, al secondo piano, non vedevo più il panorama ma solo fronde di mimosa dappertutto. Vedevo rami verdi tutto l'anno, ma quando arrivavano i primi di marzo, e l'albero si ricopriva di palline gialle spugnose, era la mia festa, la festa del mio giardino, la festa della mia finestra di camera.
Il panorama cambiava, diventava a pois gialli, era il segno che arrivava la primavera, e che almeno per un giorno, in quella settimana, qualcuno sarebbe stato gentile con me.
Perché io sono d'accordo che la festa di San Valentino sia un'emerita stronzata, che se decidi di avere una persona accanto a te nella vita quella persona debba amarti ed essere amata tutti i giorni come il 14 di febbraio, ma la festa della donna è diversa. L'otto marzo non dev'essere per forza la festa dell'orgoglio femminile o dei diritti delle donne (anche se è così che è nata). Di quelli sì, bisognerebbe parlarne più spesso.
L'otto marzo è semplicemente un giorno in cui diventano tutti gentili con te...stamattina il mio barista/edicolante fascista che mi odia, mi ha sorriso e regalato una mimosa. Il padrone della tintoria, che di solito quando mi vede si nasconde per non ammettere che non mi stira mai le camicie in tempo, mi ha rincorso lungo la strada per regalrmi un deodorante per armadi al profumo di mimosa, e persino uno dei miei capi si è presentato con la mimosa!!
Insomma, io non ho mica voglia di essere gentile tutto l'anno con chiunque mi capiti a tiro! E allora meglio essere coccolate, l'otto marzo, da qualche sorriso in più e da qualche pois giallo. Se poi, per par condicio, vogliono inventare anche la festa dell'uomo si può fare. Anche se, loro, non si accontenterebbero di qualche rametto di mimosa...




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7 marzo 2006

Scusate

Ma la sigla dei Simpson in carne ed ossa mi fa scompisciareeeeeeeeeeee




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3 marzo 2006

Incontri

L'amica: allora, come va con lei?!
Lui: è andata male, abbiamo deciso di non vederci più.
L'amica: e perché?
Lui: l'ha deciso lei, dice che non sono la persona giusta, che con me si diverte ma non riesce a stare ai miei ritmi, che sono troppo vitale.
L'amica (scettica, conoscendo l'uomo in questione...): ma dici davvero??? Scusa, ma che tipo di vita conduce lei? Che cosa fa?
Lui: Fa il medico.
(...pausa...)
Lui: Legale.




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2 marzo 2006

Dalla parte del furbetto

Io Baricco non lo sopporto. Ma, questa volta, sto con lui.




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1 marzo 2006

Una vittoria o una sconfitta?

In piazza Sabotino, a Torino, c'è un'agenzia di viaggi. O almeno c'era. Faceva i biglietti dei traghetti a prezzi scontatissimi, e allora andavamo sempre lì, a comprarli, per andare in Sardegna, o all'Elba. Nemmeno il Cts competeva. 
Davanti all'agenzia, che faceva angolo, c'era un negozio di intimo, che vendeva un intimo un po' particolare, con i buchi e con le borchie. I ragazzini ci passavano le ore davanti a quelle vetrine a fare commenti e a sghignazzare. Qualche uomo a volte entrava e le signore impellicciate ci buttavano un occhio dopo essersi guardate bene in giro che nessuno le vedesse.
Ci passava il tram a piazza Sabotino, quello che va in centro, e anche un autobus di quelli che vanno alle Gru. A destra, guardando il cinema, c'era un tabaccaio che diventava via via più grande anche se vendeva sempre le stesse cose. Al banco c'era una ragazza sulla trentina, con le meches bionde e il seno burroso, che sorrideva solo a chi entrando le strizzava l'occhio.
Alle spalle c'era una banca, dove ci lavorava la mia mia migliore amica, che c'è ancora lì dentro. Davanti alla banca c'era il baretto degli aperitivi, con un barista poco più che maggiorenne, ma che è riuscito lo stesso a far perdere la testa alla mia amica.
In alto a destra, rispetto a piazza Sabotino c'è via Cesana. A via Cesana c'era lo Sma, dove i vecchietti si mettevano le cioccolate sotto le giacche e le cassiere facevano finta di non vedere. 
Parallela a via Cesana, dietro piazza Sabotino, c'è via Perosa. Al quarto piano di un palazzo di via Perosa ci abitava il mio allora fidanzato, in una casa con le finestre grandi e le mattonelle di quelle bianche coi disegni neri. C'ho visto gli ultimi mondiali in quella casa, all'ora di pranzo, facendo colazione in costume sul terrazzino, con la tv appoggiata sulla finestra. Da quando passavo per piazza Sabotino mi sembra passato un secolo. Ma se le battaglie che ho combattuto nel frattempo mi abbiano portato a una vittoria o a una sconfitta non ne sono ancora sicura...




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26 febbraio 2006

Metti un sabato al Palalottomatica

"Erano almeno vent'anni che non andavo alla Messa..."




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24 febbraio 2006

Autocitazione

Mai fidarsi dei trapezisti: ti mollano all'ultimo momento.

                                                  Il favoloso mondo di Amelie




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22 febbraio 2006

Conflittuale

A volte vorrei essere amata in modo incondizionato. Vorrei un uomo che mi amasse e mi stimasse per quello che sono. Che vedesse i miei difetti e li leggesse come pregi, che amasse i miei limiti e sapesse farli suoi, che nonostante la mia finitezza mi vedesse come il suo infinito. Vorrei essere amata come Paolo amava Francesca, come Benigni ama Nicoletta Braschi, come Lancillotto amava Ginevra e come Penelope amò Ulisse (perché diciamolo, era lei quella più innamorata, che stava lì a fare e disfare la tela, mentre lui si scopava le sirene di mezzo mondo...). Vorrei essere amata come Dario Fo ama Franca Rame, come Federico Fellini ha amato Giulietta Masina, come Pablo amava Matilde, come Cesare amò Cleopatra. E, se un giorno incontrassi il mio Cyrano, vorrei riconoscerlo e non sbagliarmi, per essere la sempre sua Rossana.




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